Modellarsi al Meglio…

Il suo nome è Diamante.

È quasi l’alba di un mercoledì mattina, si è rimessa in viaggio con la sua macchina verso la sua soluzione e verso il suo obiettivo, sempre felicemente ed entusiasta, anche se un pò stanca.

Quando esce dall’hotel dove ha passato la notte a riposare, fa un respiro profondo per ossigenarsi con l’aria fresca, quasi pura del mattino e nel mentre alza lo sguardo verso il cielo e sorride osservando le stelle.

“Che bello l’universo! “ esclama.

L’ennesima tappa di un viaggio che lei chiama Vita.

Si, perché la sua vita è un viaggio che definisce meraviglioso nonostante le sue avversità, nonostante il peso della sua valigia.

Un peso che per lei è esperienza, quel tipo di esperienza che ama portarsi appresso consapevole che l’ha resa la donna che è, che le permette di fare quello che è in modo fiero.

Passano una ventina di minuti dalla partenza e pensa di fermarsi a fare colazione in Autogrill quando improvvisamente un muro di lamiera interrompe la sua corsa.

Un rumore assordante è nato con botta, quasi indescrivibile a parole. Un piede premuto sul freno a tutta forza, ma troppo tardi. Il suo corpo in pochi secondi è  rimbalzato tra gli airbag e la cintura di sicurezza.

Qualche secondo ed è tutto fermo. Successivamente il silenzio, scorre solo in sottofondo la melodia di un cd regalato da un’amico che stava ascoltando serenamente. C’è solo tanto fumo, non vede nulla, solo frantumi di vetro.

Pochi attimi e quando si rende conto che è ancora viva, si toglie la cintura di sicurezza e con una potenza soprannaturale da un calcio alla porta per farsi spazio ed uscire da quel mezzo che la stava fedelmente accompagnando da mesi in tutti i suoi programmi, appuntamenti e quel mercoledì verso ad una, delle sue tante svolta.

Quando vede coi suoi occhi dall’esterno cosa è successo, comincia ad urlare a squarciagola, si regge a fatica in piedi dal dolore alla schiena, il suo addome sembra schiacciato da un centinaio di mattoni, respira a fatica, il suo piede sinistro è per metà senza scarpa, non riesce a muovere la mano sinistra, ma rimane in piedi continuando ad urlare e chiedendo aiuto disperatamente.

Camion e macchine le sfrecciano vicina, evitando miracolosamente lei e i mezzi. Ha il telefono nella tasca davanti dei pantaloni, lo prende e chiama un suo amico per informarlo dell’accaduto che la aiuta nel momento a riprendere la calma.

Da li a poco un uomo senza nome si prende cura di lei fino all’arrivo dell’ambulanza, trema dal freddo, la copre con un telo di cotone bianco, la fa sedere sul suo furgone, le prende la mano e lei così comincia a respirare profondamente entrando in uno stato d’animo che le permette di rimanere calma.

Questo stato l’ha utilizzato anche con l’arrivo dell’ambulanza, nel viaggio verso l’ospedale con le sirene e durante tutta la giornata passata distesa sulla barella, tra flebo e punture, tra visite e diagnosi.

Nella sua mente corrono tanti pensieri, si formano decine di immagini rispetto a tutto quello che è successo e che improvvissamente ha cambiato i suoi “piani”.

“E ora come faccio?” “Cosa faccio?” si dice.

Quella macchina la stava portando a vendere e i soldi che avrebbe preso le sarebbero serviti per ricominciare a vivere da sola, svillupare i suoi nuovi progetti. Qualche ora dopo avrebbe dovuto prendere un treno per Roma e frequentare un corso per lei importante, ed è bastato mezzo attimo per annullare tutto questo.

“Dunque come posso dare un senso giusto a tutto questo? “

“Cosa posso fare ora per concentarmi sull’utilità di questo accaduto?”

“Come posso fare ora per ricercare una soluzione migliore di fronte a questo cambiamento?”.

Si ripete queste domande continuamente, e mentre se le ripete riceve risposte appaganti, illuminanti.

Procedendo nel ricevere le risposte, nuove immagini si formano di fronte a lei, con forme e colori che la rendono consapevole che ogni giorno che vive ha un meglio, più o meno apparente, più o meno comodo, ma ce l’ha.

Ha imparato, con il tempo, che la vita è quella che è, ed è come la si affronta che fa la differenza, e su questo fronte si concentra su quanto è speciale anche quel momento che sta vivendo nonostante la sofferenza, nonostante una macchina distrutta, nonostante tutto.

Il meglio di quel momento è quello che le sta permettendo di accedere al meglio di domani.

Ha molte persone vicino a se, che sotto tutte le forme le stanno dando la carica giusta con tanto amore per uscire al meglio anche da tutto questo, e sono risorse importanti per lei. Si sta allenando alla flessibilità, di fronte a questo cambiamento, ricercando le soluzioni migliori, dandosi le risposte migliori.

Perché flessibilità è essere liberi di scegliere la soluzione migliore di fronte ad un cambiamento inaspettato. Flessibilità è sapersi modellare in armonia con gli eventi sulla sintonia del risultato che si vuole ottenere.

Con la sua forza interiore, nata da una piena conoscenza di se, e grazie alla sua fragilità, si sta permettendo di riempire la sua valigia di nuove esperienze, di nuove risorse, ed è pronta per continuare il suo viaggio vita verso l’immenso, con i suoi sogni, progetti, desideri.

“Quando ti modelli con il meglio di ogni evento che accade, diventi dolcemente più forte e più pieno di vita.”

“Tu come affronti i cambiamenti della tua vita? E come li vuoi affrontare? Vuoi esserne padrone per vivere felicemente oppure vuoi lasciare tutto in mano al “destino”?

http://www.ekis.it/lifepodium/mc

http://www.ekis.it/turningpoint/mc

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