👉[ È COLPA TUA!]👈

È colpa della situazione, è colpa loro.

Molto più semplice additare che guardare dentro se’.

L’essere umano tendenzialmente preferisce di più puntare il dito e che apprendere un insegnamento dalla situazione.

Tende a scaricare la responsabilità agli altri.

Questo è un meccanismo che spesso viene utilizzato nelle coppie, ma non solo.

Quando una relazione non e’ in equilibrio, entrambe le parti scaricano la responsabilità’ ed evitano di comprendere cosa ha scaturito la situazione in cui si trovano con una semplice , ma pungente frase: “e’ colpa tua se…” .

Una breve frase ma colma di accuse che innalza la tensione e non promuove nessuna comprensione.

LA COLPA IN REALTÀ NON ESISTE.

Nessuno ha colpa.

Semplicemente ci si trova nel mezzo di una situazione che entrambe le persone hanno richiamato al fine di comprendere qualcosa, evolvere, ritrovare se stessi, ritrovarsi.

La colpa è un concetto mentale che serve soltanto a creare ostacoli negativi, pesanti , limitanti.

Essa è l’accusa per eccellenza che produce sensi di colpa dai quali non nascono emozioni positivi e nessun tipo di evoluzione.

E io ho vissuto coi sensi colpa da quando sono nata fino a due anni fa.

Costanti.

Spesso la “colpa” crea la separazione in una coppia, la colpa allontana le persone.

Se poi la “colpa” viene diretta da un adulto ad un bambino, le sensazione di frustrazione, di inadeguatezza, di sfiducia che possono nascere non agevoleranno di certo il suo percorso nella vita.

I sensi di colpa dettati da una madre verso un figlio sono una ferita profonda nell’anima, capace di lasciare un segno indelebile.

Sono dell’idea che la parola “colpa” andrebbe eliminata dal vocabolario, in quanto termine nocivo, capace soltanto di generare negatività.

Prima di additare una persona , pensando o dicendo che e’ “colpa sua”, ti chiedo di pensare invece a qual’è l’ insegnamento che devi comprendere attraverso l’esperienza che hai attratto.

Un perché c’è sempre e quanto attivi la comprensione, al posto della difesa, tutto diventa più semplice.

Invece di dire “è colpa sua’,inizia a dire “è merito suo”.

Una conversazione che inizia dicendo:

“È colpa tua se mi sento male!”

Genera una enorme differenza da una che inizia  così:

“E’ merito tuo se ho compreso che devo cambiare atteggiamento insieme a te per non sentirmi male”.

Nel primo caso si è creata una chiusura, nel secondo vi è una apertura.

Se vuoi comprendere ed essere compreso, amare ed essere amato, non giudicare, non additare.

Smettila di puntare il dito

Anche perché ricorda, mentre punti il dito verso una persona , osserva la tua mano, hai altre tre dita puntate verso di te.

Martina Mental-Coach Carraro

martinacarrarocoach.com

#100per100martina #tiallenoallafelicità

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